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10/10/2007 - Stile Consulting

La mia azienda opera nel settore dell´edilizia e, come tante altre del nostro settore, si avvale della prestazione lavorativa di personale extracomunitario. A questo riguardo, più volte, i dipendenti, ci hanno fatto richiesta affinché le loro buste paga fossero regolate con pagamento in contanti. La ragione di questa loro richiesta sembra essere motivata dalle particolari difficoltà, che gli stessi hanno riscontrato, nel negoziare i relativi assegni, essendo sprovvisti di un qualsiasi rapporto di conto corrente; ad aggiungersi che ogni qualvolta veniva effettuato il pagamento con assegno, questi si assentavano il giorno seguente dal lavoro, perdendo quasi tutta la mattina, per recarsi in banca ad effettuarne il relativo cambio per cassa. Ciò premesso, abbiamo ultimamente provveduto ad effettuare i pagamenti per contanti. A questo riguardo, quale ricevuta di pagamento, gli stessi dipendenti hanno posto la loro firma sulla relativa busta paga. Questo è sufficiente quale prova dell´avvenuto pagamento?

Gentile Cliente,  in risposta al Suo quesito mi preme precisare quanto segue:
La mera sottoscrizione della busta paga, se non accompagnata da una esplicita dichiarazione liberatoria in ordine all´effettiva riscossione della remunerazione, non vale come quietanza ai sensi dell´art.1199 c.c.. Di per sé, la busta paga sottoscritta prova esclusivamente il fatto storico che l´obbligo di consegna da parte dell´imprenditore è stato adempiuto. Tuttavia, tale adempimento, valutato nel contesto di altri elementi probatori, quali la registrazione del pagamento sui libri paga e il versamento delle ritenute fiscali da parte del datore di lavoro, vale a fondare quanto meno una presunzione semplice in ordine all´avvenuta corresponsione della retribuzione.

       G.Prati